Trashed
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Quella bella insalatina verde che regna sovrana su un’immensa distesa di spazzatura è quella che arriva sulle tavole della maggior parte della popolazione mondiale. Compresi noi (che la coltiviamo ogni giorno con le migliori intenzioni), purtroppo.

Jeremy Irons, con “Trashed” ci porta a passeggio nel regno dell’inquinamento e del cambiamento climatico. Ci spiattella davanti una realtà globale che tutti conosciamo benissimo ma che per una serie di ragioni (per lo più ingiustificate) stentiamo a combattere e a riconoscere.

Nell’era del consumismo, del materialismo e dell’usa e getta, anche le coscienze sembrano imbottigliate in questa montagna di plastica abbandonata ovunque sul pianeta con conseguenze disastrose per l’umanità, la flora, la fauna, il suolo, l’acqua, l’aria e… cos’altro?

Non troppo ben recensito, “Trashed” (per noi che non guardiamo né serie né tv né notiziari né talent né niente…) è da vedere. Da riflettere. Da accogliere. Da digerire. Da condividere.

L’episodio sul cibo è raccapricciante, eppure siamo tutti impegnati in altre priorità. Di vero cibo non ve n’è più traccia nella grande distribuzione eppure continuiamo ad acquistare scatolette, scatoline, pacchi e pacchetti di alimenti sempre più confezionati e processati. Abbiamo altro da fare. Non c’è tempo per stare ai fornelli o per pulire l’insalata. Eppure si parla di CIBO, un bene essenziale e prioritario per la vita (non solo umana).

Siamo ancora in tempo a redimerci? E, se non lo siamo, chi potrà perdonarcelo?

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